Lo so, probabilmente vi state chiedendo che cosa ci faccia il punteruolo rosso nella sezione cucina. Eppure l’Asia riesce ad affascinare i suoi viaggiatori anche attraverso quelle stranezze che non sono soltanto culturali, ma riguardano anche il modo di mangiare e le tradizioni gastronomiche.
Nel Sud-est asiatico esistono tradizioni culinarie che possono lasciare piuttosto sorpresi noi occidentali. Chiunque abbia viaggiato da queste parti, o anche semplicemente guardato qualche documentario o video sui mercati asiatici, avrà probabilmente visto bancarelle con insetti fritti, larve e altri alimenti che nella cucina italiana difficilmente troveremmo.
Ma in Malesia la storia è un po’ diversa da come spesso viene raccontata.
Nei mercati si trovano spezie, frutta tropicale, ortaggi e moltissimi prodotti locali. Gli insetti, invece, non sono necessariamente una presenza abituale nei normali mercati cittadini. In alcune comunità del Borneo, però, fanno parte della tradizione alimentare e proprio qui comincia la storia del nostro protagonista.
Che cos’è il punteruolo rosso?
Il suo nome scientifico è Rhynchophorus ferrugineus. È un coleottero della famiglia dei curculionidi, conosciuto anche come red palm weevil, ovvero punteruolo rosso delle palme.
Per chi ama le palme ornamentali, soprattutto in Italia, il suo nome non evoca certo immagini piacevoli. Il punteruolo rosso è infatti un importante parassita delle palme: le larve si sviluppano all’interno della pianta e possono danneggiarne gravemente i tessuti, arrivando nei casi più seri a provocarne la morte.
La cosa sorprendente è che la stessa specie può assumere un significato completamente diverso dall’altra parte del mondo.
Dal nemico delle palme alla prelibatezza del Sarawak
Nel Sarawak il rapporto con questo insetto è decisamente più curioso.
Il sago worm, conosciuto localmente anche come ulat mulong o ulat sagu, è una larva che vive all’interno del tronco della palma da sago. Il portale ufficiale del Dipartimento della Cultura e delle Arti della Malaysia lo identifica come una specialità tradizionale del Sarawak e spiega che può essere consumato crudo, arrostito oppure fritto.
Ed è proprio qui che arriva la parte che, quando l’ho scoperta, mi ha lasciato davvero sbalordito.
Per anni avevo sentito parlare del famoso sago worm del Sarawak come di una particolare prelibatezza locale. Solo in seguito ho scoperto che dietro quel curioso alimento si nasconde la larva di un coleottero che in Italia è considerato un terribile nemico delle palme.
La stessa creatura che da noi può essere vista come un parassita da combattere, in alcune comunità del Borneo può quindi diventare una fonte tradizionale di alimento.
La palma da sago e il mondo del Borneo
Per capire questa storia bisogna però fare un passo indietro e conoscere la pianta che dà il nome al sago worm: la palma da sago, Metroxylon sagu.
Il sago ha avuto per secoli un ruolo importante nella vita e nell’alimentazione di diverse comunità del Borneo. Dal tronco della palma si ricava infatti la fecola di sago, ingrediente tradizionale utilizzato in numerose preparazioni.
Anche la cultura del Sarawak è strettamente legata al sago. Se volete conoscere meglio la varietà culturale di questa parte del Borneo, potete approfondire il tema delle tribù della Malesia, tra cui troviamo anche il popolo Melanau, storicamente legato alla produzione di sago.
La palma da sago è anche l’ambiente nel quale si sviluppa il sago worm.
La larva è biancastra, con il capo più scuro e un corpo robusto privo di zampe. Per chi la vede per la prima volta, l’impressione è probabilmente quella di trovarsi davanti a un grosso bruco.
Ma per le comunità che hanno mantenuto questa tradizione alimentare, non è affatto qualcosa di strano.
È semplicemente cibo.
Una tradizione culinaria del Borneo
La tradizione dell’ulat mulong è legata soprattutto alle comunità locali del Sarawak.
In passato, per chi viveva e si spostava nella foresta tropicale, procurarsi il cibo significava sfruttare ciò che l’ambiente offriva. La caccia, la pesca, la raccolta di frutti e piante commestibili e la ricerca di larve e altri alimenti facevano parte delle strategie di sopravvivenza delle comunità forestali.
Il sago worm rappresentava quindi una fonte facilmente accessibile di alimento e, ancora oggi, viene considerato una specialità locale.
È interessante notare che l’ulat mulong è stato ufficialmente catalogato dal portale del patrimonio culturale malese tra le makanan tradisional, cioè le preparazioni alimentari tradizionali del Sarawak.
Ed è proprio questo che rende il tema interessante: non si tratta semplicemente di “mangiare insetti”, ma di una tradizione gastronomica inserita nella storia e nella cultura locale.
Come si mangia il sago worm?
Ed eccoci alla parte che probabilmente interessa di più ai lettori curiosi.
Il sago worm può essere consumato in diversi modi. Secondo la documentazione culturale malese, può essere mangiato crudo oppure preparato attraverso la cottura, per esempio arrostito o fritto.
Alcune persone apprezzano proprio la consistenza particolare della larva, mentre la cottura ne modifica naturalmente consistenza e sapore.
Personalmente trovo che sia proprio questo contrasto a rendere la storia così curiosa: un alimento che per un italiano può sembrare assolutamente impensabile viene invece considerato una specialità da assaggiare.
E non sono soltanto gli abitanti locali a provarlo.
Anche alcuni viaggiatori particolarmente coraggiosi, incontrandolo nei mercati del Borneo, decidono di superare la propria diffidenza e assaggiare questa specialità.
Naturalmente, quando si parla di alimenti tradizionali e preparazioni locali, è sempre importante affidarsi a venditori e preparazioni sicure e rispettare le normali precauzioni igieniche.
Il paradosso del punteruolo rosso
Quando ho scoperto questa storia, ho pensato immediatamente a tutte le battute che avrei potuto raccontare agli italiani in viaggio nel Sarawak.
In Italia spendiamo tempo, energie e denaro per cercare di proteggere le nostre palme dal punteruolo rosso.
Nel Sarawak, invece, la sua larva può finire direttamente nel piatto.
È un paradosso quasi perfetto.
Da una parte abbiamo il punteruolo rosso che mette in pericolo le palme. Dall’altra abbiamo il sago worm che diventa una specialità della cucina del Borneo.
Ed è proprio qui che, secondo me, sta una delle cose più affascinanti dei viaggi: scoprire come la stessa natura possa essere interpretata in maniera completamente diversa da culture differenti.
E poi arriva la pizza al punteruolo rosso
Ma se pensate che la storia finisca qui, vi sbagliate.
Tra le preparazioni più curiose legate al sago worm si possono trovare anche interpretazioni moderne e decisamente originali, compresa la sago worm pizza.
Sì, avete letto bene.
È toccato proprio alla pizza.
La nostra amata Margherita, simbolo della cucina italiana e ormai conosciuta in tutto il mondo, incontra una delle specialità più insolite del Borneo.
È quasi un paradosso gastronomico: la pizza che ha conquistato il mondo e il punteruolo rosso che, in un modo completamente diverso, ha conquistato le nostre palme.
E permettetemi, a questo punto, di scherzarci un po’ sopra.
Se in Italia non riusciamo a trovare una soluzione definitiva al problema, facciamo come in Malesia.
Pizza al punteruolo rosso e tutti i problemi sono risolti!
Buon appetito!