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Ricordi indelebili dal circuito di Sepang

Come ogni anno il circuito di Sepang ospita la Moto Gp e quest’anno (2011) finalmente ci siamo decisi di andare.

Emozionato come non mai mi preparo per la gara della Moto Gp con i miei amici Kaveh (Iran), Paddy (Uganda), Blerj (Albania) e Carola (Salento) per raggiungere il circuito motociclistico di Sepang. Come al solito, coordinare, diverse persone con culture diverse non è semplice anzi diventa sempre un dramma. Per fortuna siamo riusciti a minimizzare i ritardi e con una tempistica molto italiana ci siamo ritrovati tutti e cinque al luogo d’ incontro per prendere i bus dalla stazione di Kuala Lumpur. Il nostro ritardo ci ha consentito però di evitare il cattivo traffico in direzione del circuito e abbiamo perso solamente la prima gara motociclistica. Entrati nel circuito a gara finita della Moto 1, abbiamo a nostra disposizione una bella oretta prima che sarebbe iniziata la gara della Moto 2. Divertiti e molto emozionati dalla giornata ci prendiamo del tempo per girare tra i vari stand di brand commerciali motociclistici, fotografare i personaggi vestiti in maniera divertente e mangiare qualcosa in loco. Il clima era tipico di Ottobre ossia un caldo umido pazzesco che non prometteva molto bene, il troppo caldo automaticamente si trasforma in temporale del pomeriggio. Tutti noi eravamo consapevoli che la gara Moto Gp era molto soggetta alla pioggia. Tra i stand oltre alle belle ragazze asiatiche che promuovevano accessori per moto, si incontravano anche simpatici fun club malesi. I personaggi più originali che giravano tra la folla erano 20 ragazzi malesi tutti vestiti in maniera originale per onorare il loro idolo Valentino Rossi. Anche noi eravamo vestiti tutti in rosso per onorare il grande dottore V. e la sua mitica Ducati. La pista si anima di nuovo con i rombi delle moto 2, ansi la gara parte e noi come al solito con calma e molta disorganizzazione riusciamo con una velocità da cammello a raggiungere la nostra gratinata. Siamo ad una delle mie preferite gratinate la ”K1”, ovvero la prima curva a gomito del circuito. Ottima posizione per vedere la partenza, sorpassi lungo il rettilineo e le brusche frenate delle moto per affrontare la curva a gomito. La moto 2 era ormai a fine gara e purtroppo molti piloti durante la gara cadevano sopratutto di fronte ai nostri occhi. Tutti noi eravamo un po sorpresi da tutte quelle cadute e come tutti i piloti si rialzavano velocemente. Alcuni di loro erano fortunati perché riuscivano a rialzare le moto altri invece dovevano lasciare la gara. Non mi ricordo chi vinse la moto 2 anche perché eravamo tutti quanti più emozionati ad aspettare la Moto Gp. Anche il grande pubblico si scalda in attesa della Moto Gp con i colori rossi Ducati, la ola e i cori. L’ elicottero della televisione era attratta dalle coreografie della gratinata K1 è più di una volta si avvicino per filmare le nostre onde di ola. Ecco l’emozione più bella, il caotico pubblico viene azzittito dal primo rombo di una moto che giunge dal Paddock. Si sentono i motori che si scaldano e piano piano incominciano ad entrare nella pista. Passano tutti, ma devo essere sincero il pubblico della gratinata si è alzata in piedi con il passaggio della rossa del dottore Valentino. I malesi da anni seguono il grande Valentino è nonostante i pochi successi ottenuti con la Ducati ancora per loro rimane un idolo. Tutte le moto sono allineate, semafori rossi accessi e anche le telecamere sono pronte all’ evento. Parte la gara è il gruppo di moto si è comportato in maniera eccellente alla prima curva, nessuna moto è caduta anzi sembrava che tutti i piloti si erano messi d’accordo per fare una partenza pulita e senza sorpassi. Tra i primi piloti che giunsero alla curva vi erano Casey Stoner, Pedrosa, Lorenzo e il grande Simoncelli che partiva da una buona posiziona ben avanzata. Effettuano il primo giro senza tanti sconvolgimenti, ansi le moto, sono arrivate per il secondo giro cosi come erano partiti. Passa di nuovo Casey Stoner, Lorenzo, Pedrosa, Simoncelli seguiti poi da Colin Edwars e Valentino Rossi.

Al loro terzo passaggio le moto avevano una velocità da passeggio. La gara era stata sospesa, vedevamo lampeggiare i semafori rossi da lontano e le bandiere gialle. Non si capiva il motivo di tutto ciò, eravamo solo coscienti che qualcosa era accaduto ma non si sapeva se un incidente o cosa. Le moto incominciano a entrare nel paddock. Finalmente qualcosa si intravede nel lontanissimo schermo che si trova di fronte al gratinata K1. Si vede una moto che cade e che viene travolta da altre due. Queste sono le uniche immagini che si sono viste per qualche minuto poi la televisione locale incomincia a trasmettere immagini generali su piloti e sulla pista. Il pubblico e noi stessi eravamo confusi in quanto non si conosceva il vero motivo della sospensione. Nessuno ancora incominciava a dubitare che l’incidente era serio. Anche le immagini proiettate erano state tagliate dalla regia. L’unica cosa che era certa la sospensione della gara. Ricordiamoci che la Moto 2 ci aveva ormai fatto abituare a immagini di piloti che cadevano di fronte ai nostri occhi ma che a sua volta si rialzavano. Incominciavano le prime supposizione da parte del pubblico di cui si pensava alla sospensione per un eventuale temporale in arrivo e quindi volevano sospendere per consentire a tutti una ripartenza con gomme bagnato. Ma era una tesi impossibile in quanto una sospensione doveva avvenire a temporale incominciato e non prima. La gente incomincia a preoccuparsi, altri ad innervosirsi perché eravamo tutti oscuri da cosa realmente stava accadendo. Mi squilla il cellulare, è mio padre. Ecco mi chiama perché vuole sapere da me perchè hanno sospeso la gara.

Pronto papà…Ciao Nico, ma hai visto l’incidente…Io: No perché è successo al secondo rettilineo, perché chi è? Papà: Si tratta di Simoncelli, sembra che è gravissimo. Io: Simoncelli? Caspita è grave? Papà: Si è stato travolto da due moto di cui anche Rossi. Io: Qui non nessuno sa nulla ne anche dei nomi dei piloti coinvolti, speriamo bene per SIC. Papà: Speriamo, dai ci sentiamo più tardi.

Con la notizia di mio padre informo i miei amici, che la moto travolta era la Honda 58 del grande SIC. Tutti i miei amici nonostante non lo conoscono rimangono scioccati e sperano che la cosa migliori. Passa circa un’ora è la gara da sospesa viene cancellata. Il pubblico ancora stordito e confuso, in quanto non informato delle dinamiche della gara, piano piano lascia le gratinate. Anche noi lasciamo i nostri posti per uscire dalla pista e dirigerci verso i pullman per il nostro ritorno a Kuala Lumpur. Tutta la macchina organizzativa del circuito era in tilt perché non pronti a gestire uno spostamento così anticipato di un volume di macchine e persone di questa intensità.

Migliaia di persone in fila per prendere i bus, il traffico era in tilt.

Durante la lunga attesa tutte le persone erano preoccupati per SIC, si cercava ogni cellulare o radio per capire cosa stava accadendo, se l’avevano trasferito all’ospedale o no. Finalmente si conoscono meglio le dinamiche e i piloti coinvolti e le prime immagini dell’accaduto.

Ecco di nuovo, squilla il cellulare.

Papà: Non c’e la fatta…Io:Come non c’è la fatta? Che vuol dire? Papà: SIC è morto in ospedale…hanno comunicato ora in televisione la notizia… Io: Ah! Ok ci sentiamo dopo papà.

Non mi dimenticherò mai quei momenti, era una folla composta da migliaia di persone tutti in fila in un silenzio tombale. Era un silenzio dettato da quella notizia un rispetto ad un ragazzo della nostra età che aveva perso la vita. Molte persone erano veramente commosse dalla notizia, alcuni piangevano mentre altre come me sono riuscite a contenere un po di più le proprie emozioni. Ma la mia rabbia dentro di me era grande come grande era il dolore di sapere che un ragazzo più giovane di me aveva lasciato la sua grande passione proprio in sella ad una moto. Quel silenzio era tutto per lui, per la sua famiglia e i suoi amici da migliaia di persone che erano li per passare una bella giornata insieme a lui e gli altri piloti.

Ciao SIC

 

 

 

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