Fulvio: grazie, grazie, grazie! Lo stage è offerto dal Ministero degli affari esteri e dall’università. Si tratta di un tirocinio in ambasciata, e mi hanno comunicato solo ieri che sarei partita. Ho circa tre settimane per organizzarmi, considerato il fatto che inizierà con tutta probabilità il 18 gennaio e vorrei avere una decina di giorni per ambientarmi, trovare casa ecc., e peraltro ci sono di mezzo le vacanze di natale e capodanno. Per la verità ormai avevo perso le speranze che mi prendessero, perciò puoi immaginare quanto sia eccitata (e spaventata al tempo stesso) all’idea di partire. Sono una viaggiatrice zaino in spalla esperta, e ho vissuto anche all’estero per un periodo, ma è la prima volta che metto piede in un paese asiatico (a KL ho fatto scalo soltanto). Certo il fatto che lavorerò per l’ambasciata dovrebbe placare un po’ l’ansia, ma visto il tempo risicato che ho per fare tutto, ho pensato che fosse meglio cominciare a farmi un’idea di cosa mi aspetta il prima possibile. Segretamente covo la speranza che l’ambasciata abbia una sistemazione convenzionata da offrire, ma in molte sedi diplomatiche che partecipano allo stesso progetto questo non avviene, quindi meglio fare come faccio sempre, cercare di cavarmela in completa autonomia. In ogni caso mi è molto utile fare mente locale per quel che concerne il budget di cui necessito (giusto per capire se il debito che sto facendo con i miei per pagarmi questa cosa è ripagabile in qualche mese, qualche anno o se mi ci vuole una vita intera). Ovviamente, una volta in Malaysia e finito lo stage, non ho nessuna intenzione di tornare a casa senza aver visto nulla del paese all’infuori di Kuala Lumpur, ma dovevo capire se me lo posso permettere. Ora vado a cercare un divano malese che mi accolga per i primi giorni, ma ti tengo aggiornato, così possiamo incontrarci a Kuala Lumpur e ti offro una cena per sdebitarmi dell’aiuto che mi hai genitlmente offerto.
B.