Parco nazionale di Niah

Il parco nazionale di Niah si trova a circa 110 Km dalla città di Miri.

Il parco non copre una grande superficie, ma certamente merita la sua visita per diversi motivi.

All’interno del parco si trova una grotta, luogo di ritrovamento di un teschio vecchio circa 40 mila anni. Questa scoperta fa si che la grotta sia per ora l’unico luogo di ritrovamento di un uomo preistorico nel Borneo, rendendo il parco uno dei più importanti siti archeologici al mondo. Lo scheletro della grotta Niah è esposto nel museo nazionale di Kuala Lumpur. Il parco è riconosciuto anche per la sua fiorente economia basata su nidi di rondini e guano; antiche pitture rupestri; una foresta maestosa; abbondante flora e fauna.

Storia

Nel 1957, Tom Harrisson in quel periodo curatore del museo del Sarawak, condusse uno scavo archeologico alla parte occidentale della grotta grande. Gli scavi hanno rivelato insediamenti umani nella zona, strumenti, utensili da cucina e ornamenti, utensili fatti di osso, pietra o argilla. Si stima che gli elementi trovati risalgono alla prima parte del paleolitico. Un anno dopo sempre Harrisson insieme al suo team di ricercatori, dissotterrano un teschio risalente a circa 40.000 anni fa. All’inizio la scoperta fu ridicolizzata dalla comunità scientifica. Tuttavia, le nuove tecniche di datazione hanno dato ragione a Harrisson. Ciò che rende interessante il parco e il continuo studio della presenza umana nel Borneo su decine di migliaia di anni fa. Si pensa che la grotta fosse un grande luogo di sepoltura utilizzata sin dal paleolitico fino all’era moderna. Le prime tombe, rinvenute nei livelli più profondi, erano semplici tombe senza ornamento. A profondità più basse si sono scoperti oggetti di corredo, ceramiche, tessuti, ornamenti, vetro e oggetti in metallo. Nel 1974 questa area di circa 31,4 km ² è stato ufficialmente dichiarato parco nazionale.

Caratteristiche della grotta

La grotta grande si trova a circa 3 km dall’ingresso generale del parco. Facilmente raggiungibile tramite una piattaforma di legno in mezzo alla fitta foresta pluviale. La passeggiata è affascinante di per sé, si passa vicino ai giganteschi alberi chiamati Tapang con le loro enormi radici, piante arboree chiamate ”padanus”, orchidee, felci e funghi. Se si cammina piano e in silenzio forse si possono vedere anche uccelli colorati, scoiattoli, lucertole, farfalle, scimmie, lucertole volanti e insetti di vario genere. L’entrata della grotta è una volta alta 60 metri e larga 250 metri. Sulla sinistra della caverna, sono chiaramente visibili gli scavi archeologici. Non mancano formazioni di stalattiti frastagliate, strapiombi e rampicanti penzolanti. Procedendo nella grotta, le vostre voci si confondono con il cigolio di milioni di pipistrelli, rondini e se capitate durante la stagione della raccolta del guano o dei nidi di rondine sentite anche le voci dei lavoratori. Entrambi lavori sono i più sporchi e faticosi al mondo, con solo una luce di torcia raccolgono il guano (escrementi di uccelli e pipistrelli) che copre letteralmente il pavimento della caverna o i nidi di rondini sul soffitto della grotta. Il guano o i nidi vengono poi trasportati in sacchi di utah sul fiume Niah, dove vengono selezionati e venduti. Il guano si usa come fertilizzante per i campi agricoli mentre i nidi di rondini sono una delle prelibatezze alimentari asiatiche. Continuando il sentiero si giunge alla grotta con i dipinti rupestri. In questo luogo sono state ritrovate della bare a forma di barca che contenevono i resti del defunto. Queste bare sono state trasportate nel museo del Sarawak. Quello che si può ammirare sono le pitture rupestri che raffigurano il viaggio in barca dei morti nell’aldilà. All’interno delle bare sono stati ritrovati anche una selezione di corredi considerata utile per i defunti nella loro vita ultraterrena, come ceramiche, ornamenti e perle di vetro. I dipinti possono essere difficili da vedere a occhi nudi dovuto dalla scarsa illuminazione. Essi ritraggono figure umane, che probabilmente rappresentano guerrieri e cacciatori, alcuni degli animali del bosco circostante, e – soprattutto – scialuppe che trasportano le anime dei defunti in questo pericoloso viaggio verso la terra dei morti. Il luogo di sepoltura presso la grotta è di un epoca più recente rispetto alla grotta principale, offre una chiara visione dello sviluppo delle religioni tradizionali del Borneo.

Collegamenti

Via strada

Batu Niah è raggiungibile via strada sia dalla città di Mulu ad un’ora e 40 minuti di strada e Bintulu a due ore di strada. Batu Niah dista 3 Km fino all’ingresso principale del parco. Per chi non vuole procedere utilizzando il veicolo può continuare a piedi per altri 45 minuti. Un’altra soluzione sono le canoe locali. L’idea della barca non è buona se piove.

Informazioni pratiche

Tutti i visitatori devono essere accompagnati dalle guide del parco.