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La tigre malese

Quando giunsi in Malesia, la mia prima curiosità era quello di conoscere la verità sulla tigre della Malesia. Esiste o no la tigre malese, se si dove si trova?

Penso che tutte le persone che hanno vissuto o viaggiato in Malesia si sono posti questa domanda, visto che nel nostro immaginario la Malesia rappresenta anche la tigre. In effetti l’ animale stesso rappresenta la nazione nella stemma del governo.

Introduzione

Prima di entrarmi nelle informazioni più specifiche su questo particolare felino, purtroppo vi devo dare una sorpresa. Alcuni di noi conoscono la tigre malese, grazie anche ai meravigliosi racconti di Salgari, di cui il romanzo Le tigri di Mompracem, dove il pirata del Borneo dichiara a fine del romanzo “la Tigre è morta, e morta per sempre!”. In realtà la tigre non è mai esistita nel Borneo, ansi l’ unico felino che vive nell’isola è un leopardo maculato, un felino di piccole dimensioni.

Per lo più, per molti secoli non si conosceva l’esatta origine della Panthera tigris jacksoni, nome scientifico del felino. In effetti non prima dei recenti studi si affermava, che in realtà la tigre malese non era di origine geografica della Malesia, ma si trattava della Tigre dell’ Indocina.

Gli studi del 2004 hanno dimostrato l’opposto, grazie a delle specifiche analisi di genetica sottoposte e messe a confronto tra le due sottospecie di Tigre, si e scoperto che esse hanno una struttura di DNA distinte.

La corretta identificazione di una sottospecie ha una fondamentale importanza ai fini della conservazione. Questa sorprendente scoperta è il risultato di uno studio durato più di 20 anni ed è stato pubblicato sulla rivista Public Library of Science PLoS – Biology. I risultati dello studio hanno, inaspettatamente, mostrato che vi era una netta separazione tra il DNA della tigre dell’ Indocina con quella Malese. Questa rivelazione ha avuto conseguenze importanti per la conservazione e la gestione della tigre. In particolare, il governo Malese ha dovuto riconoscere l’ importanza del suo ruolo per la gestione degli studi, ricerche e salvaguardia della specie.

Il governo Malese a tale notizia, ha chiesto di modificare il nome scientifico in Panthera tigris malayensis. Ma la richiesta non è mai stata convalidata, per ora rimane il nome tigris Jacksoni, nome che ha origine da Peter Jackson. Noto dottore, che ancora oggi, dedica la sua vita alla tigre e alla salvaguardia della natura. Il dilemma di questa specie è il suo pericolo d’ estinzione e purtroppo le stime non sono rassicuranti, ansi sono numeri che ormai danno poche speranze. Gli interventi delle istituzioni sia governative e non, stanno cercando di studiare e monitorare il più possibile i loro movimenti e il numero della popolazione. Il principale problema è dovuto dal fatto che le tigri si sono spostate in foreste non protette e sopratutto sono distribuite lungo il confine tra la Thailandia e la Malesia. Quindi territori difficile da controllare.

Caratteristiche della tigre Malese (Panthera tigris jacksoni)

Le tigri malesi sono di dimensioni più piccoli di quelle indiane. Le misure di lunghezza vanno dai 180 a 260 cm , un’ altezza che varia dai 60 ai 110 cm, per un peso da adulti che varia dai 100 ai 130 Kg. La tigre malese preda principalmente cervi come il sambar deer, daini, cinghiali, l’orso malese il Sun bear, piccoli elefanti e rinoceronti.

Dove si trovano?

Purtroppo il principale problema è la loro bassa densità sul territorio. Pensate, che per fini di riproduzione e quindi i fattori fondamentali per una popolazione di tigri che sia vitale, bisogna avere almeno sei esemplari di tigri femmine distribuite su di una riserva forestale di almeno 1000 km ².

Le deforestazione dovuta al mercato del legname, sviluppo delle aree urbane, realizzazione di grandi opere come le strade rappresentano una grande minaccia per l’ habitat della tigre. Inoltre, la conversione della foresta in campi agricoli o piantagioni commerciali continua ha togliere spazio. Nonostante le tigri si trovano in territori con bassissima densità di uomini, numerosi sono stati i casi di incontro tra le tigri e le persone. Le tigri sono attratte anche dal bestiame degli agricoltori. In effetti le statistiche parlano chiaro, lo stato del Terrenganu ha avuto un costo di perdita di bestiame pari a circa 400.000 dollari americani, per il periodo che va dal 1993 al 2003. Dall’ altra parte si sono registrati casi in cui l’uomo per difesa o rabbia hanno ucciso esemplari di tigri. L’ultimo è stato nel 2010 quando un poliziotto ha ucciso una tigre che si era addentrata dentro un piccolo paese.

Le tigri malesi si trovano nella parte meridionale della penisola, scarsamente distribuite in isolate e piccole foreste, in aree di vegetazione secondaria e terreni agricoli abbandonati.

Le foreste dove si registrano la loro presenza sono principalmente lungo la catena montuosa della parte nord-centro la catena Titiwangsa (20.000 km2), il parco Taman Negara (15.000 km2) e la foresta meridionale (10.000 km2). Quattro stati rappresentano l’ 88% del loro habitat: Pahang, Perak, Terengganu e Kelantan.

Ora arriviamo al dunque, quanti sono? Nel 1950 si stimava, in natura, circa 3.000 esemplari, le ultime stime dei lavori e studi del WWF, affermano un numero di circa 500 esemplari. Tenete presente si tratta di numeri indicativi e purtroppo non sono cifre che hanno la capacità di leggere la cifra esatta ma si basano su alcuni avvistamenti fatti grazie alla tecnologia di macchine infrarossi. Logico che è impossibile fotografare 500 esemplari diverse e riconoscerle ad una ad una. Ci sono dei calcoli che vengono applicati a dei fattori vitali in questa caso della tigre e che danno la possibilità di risultati che si chiamano stime e non certezza. L’ unica cosa certa è che questa sottospecie di tigre e difficile da recuperare. E qui riritorna in mente un pò la frase di Sandokan: “la Tigre è morta, e morta per sempre! Ci sono seri preoccupazioni e pericoli che la tigre malese diventerà solo una storiella da raccontare ai nostri figli.

La tigre e il fenomeno turismo

Sono contento che qui in Malesia, non esistono per ora centri di tigri o elefanti stile circo, come in altri paesi del sud est asiatico.  Dopo l’elefante ora tocca alla tigre ha diventare un fenomeno da business. Permettetevi una mia personale opinione. È un fenomeno di turismo che deve smettere di esistere. Basta con l’elefante che dipinge o gioca a calcio. Con questo piccolo paragrafo vorrei sensibilizzare anche i grandi operatori del settore che pubblicano questi centri nelle brochure. Spero con tutto il mio cuore che questi centri che stanno nascendo in Thailandia e in altri paesi come dei funghi, muoiono con la stessa rapidità. Altrimenti l’uomo è destinato a fare solo errori.

Questi centri dichiarano ,dopo numerose critiche ricevute, che non usano nessun tipo di droga o medicina per stordire l’animale. Va bene, facciamo finta che sia vero. Il punto grave della situazione non è solo se usano o no, dei medicinali. Ma è l’ etica che manca, a voi sembra naturale che una tigre di 150 Kg si faccia toccare ogni giorno da centinaia di persone, che egoisticamente pensano solamente alla propria foto da pubblicare online e da condividere con i propri amici? Oppure vedere un animale come l’elefante dipingere su una tela o dare un calcio al pallone. Io so rimasto all’ elefante Dunbo anche lui un pò strano perché volava. Ma tutto ciò è realtà purtroppo.

Personalmente, preferisco sognarmi Dunbo o Simba. E mentre sogno, in realtà nella foresta malese, ci sta lei che si muove tra gli alberi della foresta pluviale, ruscelli e liane alla ricerca della sua preda.

Progetto TIGER ALIVE

Numerosi sono i progetti e le organizzazioni coinvolte nel salvaguardare e sperare almeno ad un raddoppio della cifra stimata. Il WWF Malesia promuove il progetto chiamato TIGER ALIVE.  Grazie al supporto di partner locali e altre organizzazioni interessate, il progetto mira a sviluppare misure a lungo termine per migliorare la protezione e la gestione delle popolazioni di tigri e del loro habitat. Questo progetto si affiancherà al piano di azione nazionale, una strategia governativa che illustra le misure da adottare per garantire la sopravvivenza a lungo termine delle tigri allo stato selvatico.

Il progetto TIGER ALIVE si sta concentrando nella foresta di Belum – Temengor. Le missioni di questo progetto comprendono la riduzione delle attività di bracconaggio, monitorare le popolazioni di tigri e le loro prede, sensibilizzare la società e ridurre i conflitti tra l’ uomo e la tigre. Naturalmente la cosa principale e più importante è quello di coinvolgere la comunità tramite anche programmi educativi.

Speriamo che non sia troppo tardi, è che si raggiunga almeno questo obbiettivo, 1000 esemplari di tigri malesi per il 2020.

Per supportare il grandissimo lavoro del WWF Malesia si possono fare delle donazioni http://www.wwf.org.my/how_you_can_help/donate_main/donation_form.cfm.

Per maggiori informazioni sul progetto potete contattarli a questa email alchong@wwf.org.my o visitare il loro sito ufficiale http://www.wwf.org.my/.

 

 

 

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