
Dalla forma e dall’aspetto potrebbe essere uscito dalla fantasia di uno scrittore fantasy oppure potrebbe tranquillamente far parte della scenografia di un mercato ortofrutticolo alieno. Se ce ne fosse uno a Mos Eisley, nell’universo di Guerre Stellari, George Lucas lo avrebbe probabilmente utilizzato nella scenografia.
È il durian, uno dei frutti tropicali più caratteristici del Sud Est Asiatico e, in particolare, della Malesia. È diffuso anche a Singapore, in Indonesia, Brunei e Thailandia, oltre che in numerosi altri Paesi della regione.
Il nome è comunque tipicamente malese: duri, cioè “spina”. Un nome decisamente azzeccato, considerando l’aspetto poco amichevole della sua scorza, ricoperta di grosse spine e non esattamente facile da aprire.
In un certo senso il frutto sembra voler comunicare all’osservatore inconsapevole ma curioso: “Non apritemi”.
Eppure, per chi decide di andare oltre quella corazza, all’interno si trova una polpa cremosa dal gusto e dall’aroma assolutamente particolari.
Il re dei frutti
In Malesia e in gran parte del Sud Est Asiatico il durian è conosciuto come il “re dei frutti”.
Il soprannome non è casuale. Il frutto è imponente, la scorza è spettacolare e il suo aroma è talmente caratteristico da renderlo praticamente impossibile da confondere con qualsiasi altro alimento.
La specie di durian più importante dal punto di vista commerciale è Durio zibethinus, originaria dell’area compresa tra Sumatra e Borneo e oggi coltivata in diverse zone tropicali del Sud Est Asiatico. Anche i Royal Botanic Gardens di Kew dedicano al durian un interessante approfondimento botanico e culturale.
Il genere Durio comprende numerose specie, mentre Durio zibethinus è quella maggiormente coltivata e commercializzata a livello internazionale. La classificazione botanica è confermata dal database Plants of the World Online di Kew.
L’odore del durian: amore o odio?
Cominciamo dalla caratteristica che lo ha reso famoso in tutto il mondo: l’odore.
È pungente, penetrante e difficile da ignorare.
Per alcune persone è quasi insopportabile. Per altre, invece, è parte integrante dell’esperienza. E per gli appassionati può diventare addirittura un profumo invitante.
Il naturalista inglese Alfred Russel Wallace, durante i suoi viaggi nell’arcipelago malese, rimase affascinato dal frutto e cercò di descriverne il gusto attraverso una combinazione di sensazioni molto diverse tra loro.
Il problema è che il durian è difficile da raccontare attraverso un solo paragone.
La polpa può essere cremosa, dolce e ricca, con sfumature che ricordano frutta matura, vaniglia, frutta secca e persino note che, per un palato occidentale, possono sembrare decisamente insolite.
Ed è proprio questa combinazione tra consistenza, sapore e aroma a dividere il mondo in due categorie:
quelli che lo amano e quelli che non vogliono più sentirne parlare.
Un frutto conosciuto da un italiano nel XV secolo
C’è anche una curiosità storica che riguarda direttamente l’Italia.
Una delle prime testimonianze europee conosciute sul durian è infatti legata al mercante veneziano Niccolò de’ Conti, che viaggiò nel Sud Est Asiatico nel XV secolo.
Durante i suoi viaggi arrivò anche a Sumatra e descrisse un frutto verde chiamato duriano, grande all’incirca come un’anguria e contenente diverse parti commestibili dalla consistenza simile al burro.
È una testimonianza particolarmente interessante perché racconta il durian molti secoli prima che diventasse una delle curiosità gastronomiche più conosciute dell’Asia.
In altre parole, molto prima di Instagram, YouTube e dei programmi televisivi dedicati ai cibi strani, un veneziano del Quattrocento aveva già avuto modo di incontrare il re dei frutti.
Un frutto che non passa inosservato
Il durian non è famoso soltanto per il suo gusto.
È praticamente impossibile ignorarlo.
La scorza è ricoperta di spine, il frutto è pesante e, quando è maturo, il suo aroma può diffondersi rapidamente nell’ambiente.
Non sorprende quindi che in alcuni luoghi pubblici del Sud Est Asiatico il durian sia oggetto di restrizioni.
A Singapore, per esempio, è diventato celebre il divieto di portarlo sulla rete ferroviaria. È una delle tante curiosità che hanno contribuito a trasformare il durian in una vera e propria icona della città.
E se vi trovate a Singapore dopo aver acquistato un durian, forse è meglio mangiarlo prima di salire sulla metropolitana.
I vostri compagni di viaggio potrebbero ringraziarvi.
Anche l’albero è sorprendente
Il frutto che vediamo sui banchi dei mercati è soltanto la parte più spettacolare di una pianta altrettanto interessante.
Il Durio zibethinus appartiene alla famiglia delle Malvaceae e può svilupparsi fino a diventare un grande albero tropicale.
I suoi fiori sono particolarmente interessanti perché si aprono soprattutto durante la notte e producono abbondante nettare.
A impollinarli contribuiscono soprattutto i pipistrelli, un dettaglio decisamente curioso per chi è abituato a pensare agli insetti come principali impollinatori delle piante da frutto.
Anche i frutti sono notevoli. Possono raggiungere dimensioni considerevoli e sono ricoperti da una corazza di spine che li rende immediatamente riconoscibili.
Quando il frutto raggiunge la maturazione, può cadere direttamente dall’albero.
Per questo motivo, camminare sotto un grande albero di durian non è probabilmente il posto migliore per distrarsi guardando il telefono.
Il durian nella cucina malese
Se riuscite a superare il primo impatto, il durian può diventare una vera esperienza gastronomica.
La polpa fresca viene generalmente consumata direttamente dal frutto, ma viene anche utilizzata per preparare numerose specialità.
In Malesia potete trovare:
• gelati al durian;
• dolci;
• torte;
• biscotti;
• creme;
• frullati;
• caramelle;
• dessert tradizionali e moderni.
Esistono inoltre moltissime varietà differenti. Gli appassionati non parlano semplicemente di “durian”, ma conoscono e ricercano cultivar specifiche, ognuna caratterizzata da profumi, consistenza e sapore differenti.
Tra le più famose c’è il Musang King, una varietà malese diventata particolarmente conosciuta anche fuori dal Sud Est Asiatico.
E poi ci sono gli esperimenti più curiosi.
Il nostro amico Paolo Coluzzi giura di aver utilizzato un prodotto a base di durian persino sulla pastasciutta e ci assicura che il risultato è interessante.
Noi non abbiamo ancora avuto occasione di provarlo.
Ci stiamo ancora pensando.
Il durian nei mercati della Malesia
Se vi trovate in Malesia durante la stagione del durian, uno dei modi migliori per incontrarlo è semplicemente andare in un mercato locale.
A Kuala Lumpur, per esempio, i mercati e le bancarelle rappresentano uno degli aspetti più interessanti della vita quotidiana della città. Ne abbiamo parlato anche nel nostro articolo dedicato ai mercati di Kuala Lumpur, dove è possibile scoprire un lato della capitale molto diverso da quello dei grandi centri commerciali.
Nei mercati locali potreste trovare il durian intero, già aperto oppure venduto in porzioni pronte da mangiare.
Per chi lo assaggia per la prima volta, quest’ultima soluzione può essere particolarmente interessante.
In questo modo non dovete necessariamente affrontare da soli un frutto grande, spinoso e dall’aroma decisamente impegnativo.
Come assaggiare il durian per la prima volta
Se non avete mai assaggiato il durian, il nostro consiglio è molto semplice:
non fatevi condizionare dall’odore.
L’aroma può essere estremamente intenso, ma non significa necessariamente che il sapore sia altrettanto sgradevole.
La cosa migliore è assaggiarlo fresco e, se possibile, farsi consigliare da qualcuno che conosce le diverse varietà.
Un venditore esperto può aiutarvi a scegliere un frutto maturo e una varietà più adatta a chi non è abituato al sapore.
E soprattutto, non fatevi convincere da chi vi dice che “il durian è semplicemente una cosa che puzza”.
È molto più complicato di così.
Il suo profilo aromatico è estremamente complesso e proprio questa complessità è uno degli aspetti che affascina gli appassionati.
Il durian e la cultura del Sud Est Asiatico
Il rapporto con il durian va però ben oltre la gastronomia.
In molte zone del Sud Est Asiatico il frutto fa parte della cultura locale e della vita quotidiana.
In Malesia è legato alla stagione dei raccolti, alle famiglie, ai mercati e alle esperienze gastronomiche condivise.
Mangiare durian può diventare un’occasione sociale: ci si ritrova insieme, si scelgono frutti diversi, si confrontano varietà e si discute inevitabilmente di quale sia il migliore.
È anche questo che rende interessante il durian per un viaggiatore.
Non è soltanto qualcosa da assaggiare.
È un piccolo pezzo della cultura locale.
E a Singapore?
Singapore ha con il durian un rapporto particolare.
Il frutto è molto apprezzato da una parte della popolazione, ma il suo odore ha fatto sì che diventasse protagonista di numerosi divieti e curiosità.
Persino l’architettura della città viene talvolta associata al durian: il tetto dell’Esplanade – Theatres on the Bay, con le sue strutture appuntite, viene spesso scherzosamente paragonato alla scorza del frutto.
Se vi trovate in città e volete approfondire la destinazione, potete consultare anche la nostra guida dedicata a Singapore.
Ma ricordate una cosa.
Se avete appena comprato un durian, la metropolitana probabilmente non è il posto migliore dove portarlo.
Il durian: lo amerete o lo odierete?
È difficile prevedere quale sarà la vostra reazione.
Potreste aprire il frutto, sentire l’odore e pensare immediatamente che qualcuno abbia commesso un terribile errore.
Oppure potreste assaggiarlo, fermarvi qualche secondo e pensare:
“Ma perché nessuno me lo aveva fatto provare prima?”
Ed è proprio questo il bello del durian.
Non è semplicemente un frutto esotico da fotografare.
È un’esperienza sensoriale, gastronomica e culturale che racconta qualcosa del Sud Est Asiatico e del rapporto che le popolazioni locali hanno costruito con il proprio territorio.
Se vi trovate in Malesia, quindi, provatelo.
Magari non iniziate comprando un frutto intero da portare in camera.
E soprattutto, se dopo averlo mangiato vi trovate al chiuso, evitate di sbuffare, sospirare o, peggio ancora, fare un piccolo e apparentemente innocuo ruttino.
Il durian potrebbe avere qualcosa da dire anche a chi vi sta intorno.
🙂
Chissà a voi che effetto farà.
Riepilogo modifiche editoriali
Ho mantenuto l’impostazione narrativa e ironica dell’articolo originale, rendendo però il testo più fluido, leggibile e strutturato.
Ho eliminato alcune affermazioni non sufficientemente documentate, come la percentuale del 50% degli occidentali che non apprezzerebbe il durian e le presunte proprietà medicinali e afrodisiache.
Ho mantenuto invece gli elementi personali e narrativi, compreso il riferimento a Paolo Coluzzi, perché contribuiscono alla personalità dell’articolo.
Ho aggiunto collegamenti interni pertinenti verso la pagina dedicata alla Malesia, i mercati di Kuala Lumpur, Singapore e il profilo di Paolo Coluzzi.
Ho inoltre inserito collegamenti a fonti botaniche autorevoli, in particolare Royal Botanic Gardens Kew e Plants of the World Online, per sostenere le informazioni scientifiche sull’albero e sulla specie Durio zibethinus.

Il durian è un frutto tropicale originario del Sud Est Asiatico, famoso per la scorza ricoperta di spine e per il suo aroma particolarmente intenso. La specie commercialmente più importante è Durio zibethinus.
Il durian è conosciuto come “re dei frutti” per la sua particolare combinazione di dimensioni, aspetto, aroma, sapore e importanza nella cultura gastronomica del Sud Est Asiatico. Il soprannome è ampiamente utilizzato anche dal turismo ufficiale malese.
Il suo aroma è molto intenso e può risultare sgradevole a chi non è abituato. Allo stesso tempo, molte persone lo considerano parte integrante del piacere di mangiare il frutto.
Una delle prime, e probabilmente la prima, testimonianze europee conosciute è quella del mercante veneziano Niccolò de’ Conti, che incontrò il durian durante i suoi viaggi nel Sud Est Asiatico nel XV secolo.
No. In Malesia viene utilizzato anche per preparare gelati, dolci, torte, biscotti, creme e numerose altre specialità.