Gawai Festival

Il Gawai festival è un giorno festivo solamente per lo stato del Sarawak.

La festa viene celebrata il 31° maggio e il 1 ° giugno di ogni anno, ed è una festa sia religiosa che sociale.

Storia

La parola Gawai nella lingua dei Dayak significa ”giorno”, quindi letteralmente significa la festa dei Dayak. Nel termine popolo Dayak sono inclusi tutti i suoi sottogruppi etnici come gli Iban, Bidayuh, Kayan, Kenyah, Kelabit, Orang Ulu, Murut e tanti altri. La maggior parte di questi popoli sono conosciuti come gli ex tagliatori di teste ed erano animisti ovvero credevano nei spiriti della natura.

Nel passato durante questa festa, l’unico capo rimosso apparteneva al pollo sacrificato per onorare la buona raccolta di riso dell’anno.

Ricordiamo che allora i popoli indigeni vivevano di sussitenza è il riso era il loro pane quotidiano.

Durante l’epoca coloniale governata dalla dinastia inglese dei Brooke, i Dayak avevano fatto numerose volte la richiesta di ufficializzare la loro festa e celebrare il popolo Dayak. La richiesta gli fu sempre negata.

Solo con l’indipendenza nel 1965 è stato ufficialmente dichiarato il 1 giugno come festa pubblica del Sarawak, diventando un simbolo di unità, di aspirazione e di speranza per la comunità Dayak.

Caratteristiche

Oggi giorno la festa ha subito molte variazioni, pochi ormai fanno sacrifici di polli e rituali dai sciamani.

È il giorno dove ogni buon Dayak anche sparso nel mondo dovrebbe riunirsi ai propri parenti e amici.

Tale visita è più comunemente noto come “ngabang” nella lingua Iban. Quelli troppo lontani per visitare la propria famiglia riceveranno un biglietto di auguri.

Generalmente queste feste vengono fatte nei villaggi o nelle longhouse di origine. Quindi per chi abita nelle grandi città è anche un giorno di gita fuori porta per spostarsi nel proprio villaggio d’origine.

Le modalità di celebrazione variano da luogo a luogo. Sicuramente a nessuna comunità mancherà a tavola il Tuak (vino di riso). Questo alcoolico viene preparato almeno un mese prima dalla celebrazione, ovviamente con il riso del precedente raccolto.

Poco prima del Gawai tutti saranno impegnati con la pulizia generale, preparazione di cibi e dolci e a far visita ai propri defunti portandoli anche delle offerte.

La festa inizia la sera del 31 maggio. Nella maggior parte delle longhouse, si inizia una cerimonia chiamata Muai Antu Rua (e il rito per scacciare via lo spirito di avidità).

Ancora oggi in molte longhouse vi è la figura del capo comunità che professa il rituale dell’ offerta. È lui che deve ringraziare per tutti gli dei per il buon raccolto e poi sacrifica il galletto per usare il suo sangue alla benidizione del riso.

Questi rituali vengono fatti anche se ormai la loro religione ufficiale non sia più l’animismo ma il cristianesimo. Le loro radici e tradizioni sono molto vive e ancora solide.

A mezzanotte, il suono del gong richiama l’attenzione. Il Capo longhouse (Tuai rumah) porterà tutti a bere il Tuak e allo stesso tempo augurera lunga vita , buona salute e prosperità. La celebrazione continua il giorno seguente con meno rituali ma con più attività ricreative come i combattimenti dei galli, sumpit (la gara della cerbottana), ngajat (tradizionale danza), Bibat lengan (braccio di ferro), tarit Tali (tiro alla fune) concorsi, karaoke e giochi di gruppo come il sepak takraw (kickball rattan).

In questo giorno le case dei Dayak sono anche aperte a tutti i visitatori e ospiti.

Tradizionalmente, quando gli ospiti arrivano in una longhouse gli sarà servito un bicchiere di Tuak come benvenuto. È una consuetudine offrire cibo e bevande per gli ospiti più volte come segno di ospitalità e di rispetto. 

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